Scritto da NOELIA BAQUERIZO
La pratica degli asana nell’Ashtanga Yoga ha alcuni aspetti che potremmo considerare particolari. Ad esempio, il fatto che uno dei passaggi fondamentali sia quello di arrivare a praticare in autonomia (modalità tradizionalmente chiamata Mysore Style in onore della città in cui si è sviluppata).
la possibilità di entrare in una shala in qualsiasi parte del mondo e ritrovare la stessa identica pratica.
Ogni volta che viaggio cerco un posto per praticare, anche se solo per un giorno; questo mi ha permesso di frequentare scuole in cui non ci sono classi guidate e dove anche i praticanti più principianti eseguono il Mysore Style.
Nella pratica autonoma l’insegnante ti osserva. Pratica dopo pratica ti conosce di più — cogliendo i limiti e le possibilità del tuo corpo — e piano piano inizia a intervenire attraverso aggiustamenti posturali e parole mirate. Ti dà consigli su come eseguire certe posizioni in modo più adatto al tuo corpo e, allo stesso tempo, più vicino a quello “ideale”.
Ed è qui che succede una cosa bellissima. A me piace pensare a una delle verità più assolute del praticare, che è anche una frase che Elena dice spesso: