Quando si inizia da zero: darsi al percorso

Scritto da SARA MANTIONE

Troppo spesso si dà per scontato quello che si ha. Succede che quando iniziamo ad avvicinarci allo Yoga abbiamo una spinta fortissima che ci spinge a continuare, e ci costringe a guardare da dove effettivamente partiamo. E spesso, si comincia da zero. 

Iniziare da zero spaventa, ma ogni montagna si scala compiendo il primo passo, non di certo un salto enorme.

Cominciare da zero è un esercizio di umiltà. È riconoscere di avere delle credenze, accettarlo e  imparare a lasciarle da parte. È scegliere di tornare all’essenziale, con curiosità e disponibilità a quello che ci porta la vita. E ogni volta che succede, si apre uno spazio nuovo: fatto di possibilità, di scoperta e, se lo si vuole davvero, di trasformazione vera e radicale.

La pratica dell’Ashtanga Yoga insegna proprio questo. Anche dopo anni sul tappetino, ogni pratica può essere un nuovo inizio. Ogni respiro, ogni postura, ogni difficoltà ci ricordano che non si arriva mai davvero a un traguardo definitivo.

Si continua a imparare. Sempre se lo si vuole, lo ripeto volutamente.

Quest’anno, anche per me, qualcosa che sembrava lontano si è finalmente concretizzato: il mio viaggio in India. Un desiderio coltivato a lungo, che ha preso forma. Fino a qualche anno fa non avrei mai pensato fosse possibile per me poter fare un viaggio del genere. Non è scontato per molte persone poter viaggiare in questo modo. Eppure dopo anni di percorso, di pratica, di spinta a volere fortemente un cambiamento nella mia vita, questo è avvenuto.

Tornare alla fonte, respirare l’atmosfera in cui questa tradizione è nata e continua a vivere, è stato un dono che ha dato ancora più profondità alla mia pratica e al mio modo di insegnare. Ma non solo, è un dono che porto con me ogni giorno nel modo di vedere quello che ho ora, da dove sono partita con quello che avevo. 

A giugno la Shala c’è stato ospite Vijay Kumar, nostro insegnante in India, la cui Shala abbiamo abitato per due mesi. La sua presenza è stata molto più di un seminario: è stata un incontro autentico con una tradizione viva, trasmessa con competenza, sensibilità e semplicità. Un insegnamento che non aveva bisogno di effetti speciali, ma parlava attraverso l’esperienza, la disciplina, l’osservazione e il rispetto del percorso di ognuno di noi. Si è respirato l’India. È stata una ventata di autenticità, di quelle che fanno bene. Perché oggi, soprattutto in Occidente, lo yoga rischia troppo spesso di essere ridotto a una moda, a una ricerca di performance o a un prodotto da consumare. Si confonde spesso profondità con apparenza e tradizione con marketing. 

Per questo credo sia ancora più importante creare occasioni di incontro con insegnanti che incarnano davvero ciò che trasmettono. 

Persone che ricordano che lo yoga non è qualcosa da mostrare, ma da vivere. Non una collezione di posture, ma una pratica che ci educa alla presenza, alla pazienza e all'onestà.

Forse cominciare e ricominciare da zero significa proprio questo: avere il coraggio di rimettersi in ascolto. Lasciarsi sorprendere. Continuare a essere studenti. Perché è lì, in quello spazio aperto, che accadono le cose più belle. Quando capiamo che per cambiare delle cose dobbiamo cambiare delle azioni diventiamo di nuovo come bimbi che imparano e gioiscono poi di quel che ne consegue. Perché possono succedere solo cose belle se ci apre. Solo cose belle.

Sara

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Sara Mantione - Esperta Operatrice Āyurveda

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