La Forza di Restare nella Scomodità
Negli ultimi tempi ho notato un messaggio che si ripete nel mondo dello yoga (intendo quello che troviamo sui social): “lo yoga ti insegna a stare nella scomodità”. Un messaggio che mi ha fatto riflettere tanto.
Yoga in Sardegna? Elena terrà classi mattutine di Ashtanga Yoga durante il mese di Luglio e Agosto a Sole Ruju Yoga, a 10 min di Olbia su la Costa Smeralda Scopri di più
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Negli ultimi tempi ho notato un messaggio che si ripete nel mondo dello yoga (intendo quello che troviamo sui social): “lo yoga ti insegna a stare nella scomodità”. Un messaggio che mi ha fatto riflettere tanto.
L’Ashtanga Yoga è uno stile dinamico e intenso, che richiede presenza, forza e determinazione. Coinvolge profondamente corpo, mente e respiro: per questo non è solo movimento fisico, ma una pratica olistica a 360°.
Il 6 gennaio sono arrivato a Mysore, con l’intento di unire lo studio dello yoga al viaggio di nozze con Sara. Non potevamo immaginare quanto questa esperienza ci avrebbe trasformati e arricchiti.
Ad accoglierci abbiamo trovato Elena e Andrea, già lì da metà dicembre. Il viaggio da Bangalore a Mysore è stato già di per sé un’avventura incredibile: alle 4 del mattino la città era già viva, con negozi aperti dall’alba, animali e persone ovunque, e persino mucche sacre che camminavano tranquille per le strade.
Ci si avvicina allo yoga spesso in maniera del tutto casuale, con un’idea che, nel 90% dei casi, non rispecchia quello che poi sarà il nostro percorso all’interno di questa disciplina.
Quando penso ai miei dieci anni di pratica dell’Ashtanga Yoga, la prima immagine che mi viene in mente non è quella delle sequenze fluide o della fatica mattutina per arrivare in shala. È il volto di Elena e degli assistenti che via via mi hanno accompagnato nella pratica.
Questa settimana sono riuscita per la prima volta a scendere in ponte da sola. Ho dovuto fare un grande lavoro di schiena per arrivarci, ho una scoliosi doppia, il che ha reso il percorso a tratti faticoso. Negli ultimi mesi, il mio unico blocco era la paura di farmi male nel lasciarmi andare indietro con le mani, anche se sapevo che prima o poi sarei riuscita a farlo.
Condivido un po’ di miei pensieri. Spero possano essere utili.
Lo yoga mi ha insegnato la pazienza
Praticare yoga mi ha insegnato molte cose, ma tra tutte, la lezione più preziosa è stata la pazienza. Non una pazienza passiva o rassegnata, ma quella qualità profonda che nella tradizione yogica viene chiamata titiksha: la capacità di restare presenti nel disagio, di attraversare la difficoltà con dignità e quiete interiore.
Questa mattina mi sono alzata presto e sono andata in Shala per praticare, essendo venerdì mi sono affrettata per arrivare in tempo per praticare e finire entro le 9:30. Ho srotolato il mio tappetino, ho fatto due esercizi per riscaldare ginocchia e gambe prima di iniziare e poi mi sono portata in piedi per il mio mantra e per incominciare la prima serie.
Chi pratica Ashtanga con costanza e da un po’ di tempo, spesso viene frainteso dalle persone che ha più vicino. Abitudini come svegliarsi presto la mattina per praticare, mangiare poco la sera anche quando si esce a cena, andare a letto presto e portare il materassino con sé in viaggio per il mondo durante le vacanze sembrano sforzi o sacrifici inutili, per chi non conosce il mondo dello yoga.
Sono sempre stata una persona che, in modo quasi inconsapevole, si crea delle routine, le quali (grazie alla mia determinazione) si trasformano in una specie di obbligo nella mia giornata. Divento quasi dipendente da questa attività che devo fare o dalla “regola” che mi sono autoimposta e devo seguire.