Il mio mese a Mysore: yoga, scoperta e magia dell’India

Il 6 gennaio sono arrivato a Mysore, con l’intento di unire lo studio dello yoga al viaggio di nozze con Sara. Non potevamo immaginare quanto questa esperienza ci avrebbe trasformati e arricchiti.
Ad accoglierci abbiamo trovato Elena e Andrea, già lì da metà dicembre. Il viaggio da Bangalore a Mysore è stato già di per sé un’avventura incredibile: alle 4 del mattino la città era già viva, con negozi aperti dall’alba, animali e persone ovunque, e persino mucche sacre che camminavano tranquille per le strade.

Nicolò – Ritiro di John Scott a La Yoga Shala

Quando Noelia ha chiesto se ci fosse un volontario per scrivere qualche riga sul workshop con John Scott, ho pensato potesse essere l’occasione buona per riflettere su quei tre giorni: sono stati talmente pieni di informazioni, energie, divertimento, che molti pezzetti ancora faticano a combaciare. (Ah, e risate, quante risate! E pure qualche lacrima.)

“Conquistare” le posture

Questa settimana sono riuscita per la prima volta a scendere in ponte da sola. Ho dovuto fare un grande lavoro di schiena per arrivarci, ho una scoliosi doppia, il che ha reso il percorso a tratti faticoso. Negli ultimi mesi, il mio unico blocco era la paura di farmi male nel lasciarmi andare indietro con le mani, anche se sapevo che prima o poi sarei riuscita a farlo.

Pensieri “yogici”

Condivido un po’ di miei pensieri. Spero possano essere utili.

Lo yoga mi ha insegnato la pazienza
Praticare yoga mi ha insegnato molte cose, ma tra tutte, la lezione più preziosa è stata la pazienza. Non una pazienza passiva o rassegnata, ma quella qualità profonda che nella tradizione yogica viene chiamata titiksha: la capacità di restare presenti nel disagio, di attraversare la difficoltà con dignità e quiete interiore.