Ombra e l’Ashtanga Yoga
Ho iniziato a praticare Ashtanga nel 2010 mentre vivevo a Parigi, poi nel 2018 quando sono tornata a vievere a Milano mi sono subito rivolta ad Elena anche grazie ad una amica comune.
Ho iniziato a praticare Ashtanga nel 2010 mentre vivevo a Parigi, poi nel 2018 quando sono tornata a vievere a Milano mi sono subito rivolta ad Elena anche grazie ad una amica comune.
Durante una telefonata, una amica mi ha raccontato di una situazione che non sapeva come affrontare, e mi ha chiesto: “come ti porresti tu? Quale posizione, quale Asana assumeresti?” Inizialmente la sua domanda mi è sembra strana: in che modo avrei dovuto assumere un Asana in una situazione?
Mi chiamo Samantha. Mi sono approcciata all’ Ashtanga yoga per puro caso, un giorno in spiaggia un mio conoscente mi vede seduta a gambe incrociate e mi dice “perché non vieni a fare una lezione di yoga con me?” È così iniziò tutto.
L’anno scorso ho partecipato all’Ashtanga Yoga Intensive Course, poco prima di questo percorso Elena mi aveva dato Śīrṣāsana, quella postura che si fa alla chiusura della pratica mettendo la testa per terra e alzando le gambe. Come avrete percepito dal mio articolo precedente io e il mio equilibrio non abbiamo ancora sviluppato una relazione stretta e questo ha fatto sì che per fare la postura nel modo corretto ci è voluto molto tempo e tantissimi tentativi.
Ricordo benissimo la mia prima volta alla Yoga Shala.
Correva l’anno 2018 e approfittavo di un miracoloso sabato mattina libero dal lavoro che facevo allora e che mi impegnava moltissimo, per recarmi in una vera scuola di Ashtanga.
A quel tempo praticavo principalmente Hata e Vinyasa Yoga e avevo un’idea non molto chiara del metodo Ashtanga che però sentivo in qualche modo a me affine.
Come ormai tutti hanno appreso in questi giorni, è venuto a mancare il nostro maestro Sharath R. Jois, nipote del già famoso Sri K. Pattabhi Jois, divulgatore nel mondo della pratica dell’Ashtanga Yoga.
Nel periodo difficile di tre anni fa, ho cambiato insegnante, shala e tipo di yoga.
Ringrazierò sempre Elena per essere riuscita a portare avanti in quei momenti, con coraggio e amore, la shala e le nostre pratiche.
Sono già passate due settimane dal mio arrivo in India. Per la terza volta dall’agosto del 2018 mi trovo a trascorrere del tempo a Mysore, nello stato del Karnataka, a sud di Bangalore.
Ebbene sì, alcuni di voi magari non lo sanno, ma il “Mysore Style” o la pratica individuale che nell’Ashtanga chiamiamo Mysore, prende il nome proprio da questa città indiana.
Perché è qui che si ritrovano le origini dell’Ashtanga Yoga. È qui che si trovavano i primi maestri come Tirumala Krishnamacharya e K. Pattabhi Jois, che intorno al 1940 insegnavano sotto richiesta del Maharaja di Mysore.
Ormai lo conosciamo tutti, fa parte della vita di ognuno di noi, in una forma o nell’altra. Chi lo mette nel cibo, chi lo beve in infuso o decotto, chi lo utilizza nei dolci.
Ma pochi sanno realmente i numerosi benefici che può apportare questa pianta se utilizzata nel modo coretto e nelle giuste dosi.
La fisiologia dello stress è il campo della scienza che studia come il corpo umano risponde agli stimoli stressanti e come questo impatto può influenzare il funzionamento fisiologico globale. Anche in questo articolo vorrei parlare di come il Prana, l’energia vitale che ci pervade, abbia un ruolo autorevole nel contrastare lo stress grazie alla pratica dell’Ashtanga yoga, del Pranayama e della Meditazione.